La superficialità è il vizio supremo

Dietro la gioia e le risate ci può essere un temperamento rozzo, duro, cinico. Ma dietro il dolore c’è sempre il dolore. Il dolore, a differenza del piacere, non porta maschera. Per questa ragione nessuna verità è paragonabile al dolore.

OSCAR WILDE

De Profundis – La superficialità è il vizio supremo è uno spettacolo teatrale in forma di reading scenico, ispirato alla celebre lettera che Oscar Wilde scrisse al suo amante Lord Alfred Douglas tra il gennaio e il marzo del 1897, durante la prigionia nel carcere di Reading, qualche miglio a nord di Londra, dove venne rinchiuso dopo una condanna di due anni per il reato di sodomia.

La versione originale della lettera, pubblicata integralmente solo nel 1962, contiene un potente e prezioso messaggio di riconciliazione con il mondo e con la vita.

L’intento di Wilde di salvare l’amante da sé stesso è il leitmotiv che guida il poeta nella stesura della missiva: salvare un giovane nobile, la cui vita è ricolma di odio e disprezzo, offrendogli un’inedita visione del mondo, in cui l’umiltà e l’amore siano i principi cardine del vivere quotidiano.

La lettera ci è pervenuta grazie all’impegno del giornalista Robert Ross, chiamato Robbie, grande amico di Oscar Wilde prima, durante e dopo la carcerazione di quest’ultimo: Wilde consegnò a lui l’originale affinché ne facesse una copia da consegnare al giovane Lord Alfred.

Si sospetta che la copia consegnata al giovane nobile sia stata bruciata da lui stesso.

E’ grazie a Robert Ross se noi oggi possiamo leggere, apprezzare e ricordare le parole di Wilde.

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